Ascensione del Signore

Questa riflessione sull’Ascensione ci invita a riconoscere la presenza di Cristo nei giorni comuni, anche quando sembra nascosta o silenziosa. Gesù ha promesso di restare con noi sempre, ma dopo l’Ascensione la sua presenza si manifesta in modo discreto: nei gesti di amore sincero, nella cura reciproca, nella fedeltà delle persone semplici, nella comunità che prega e vive il Vangelo.

La fede diventa così uno sguardo nuovo, capace di cogliere i segni dell’invisibile nella vita quotidiana. Anche le domande e i momenti di fatica possono diventare occasione per una fede più profonda.

Il Vangelo, però, non chiede solo di riconoscere questa presenza, ma anche di testimoniarla. Gesù affida ai suoi discepoli la missione di portare misericordia, speranza e fraternità nel mondo, soprattutto attraverso una vita credibile e concreta più che con le sole parole.

In un tempo in cui molti, specialmente i giovani, cercano senso e autenticità, i cristiani sono chiamati a costruire legami, accogliere, ascoltare e generare comunione. L’Ascensione allora non invita a fuggire dalla terra, ma ad abitare la vita con uno sguardo aperto al cielo e con la certezza che nulla di ciò che è vissuto nell’amore andrà perduto.

Sr. Susanna, smf

Giotto di Bondone, Ascensione, affresco (1300-1305), Padova, Cappella degli Scrovegni.