XXVIII Domenica del Tempo Ordinario Anno (A) 2026

Questa domenica le letture ci presentano un’immagine molto bella e concreta: un banchetto preparato da Dio. Un banchetto ricco, abbondante, aperto a tutti. È l’immagine della salvezza, della comunione, della vita piena che Dio desidera offrire a ogni uomo.

Il profeta Isaia ci dice: «Il Signore degli eserciti preparerà per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, di vini eccellenti».
Dio non è un Dio che toglie, che impoverisce, che rende la vita triste. È un Dio che prepara, che invita, che vuole condividere con noi la sua gioia. E c’è una cosa importante: il banchetto è preparato per tutti i popoli. Nessuno è escluso dall’invito di Dio. Il suo desiderio è radunare, non dividere; guarire, non ferire; asciugare le lacrime, non aumentarle.

Isaia aggiunge una frase straordinaria: «Egli strapperà il velo che copriva la faccia di tutti i popoli». Quante volte anche noi viviamo con un velo davanti agli occhi! Un velo fatto di paura, preoccupazioni, delusioni, fallimenti, solitudine. A volte non riusciamo più a vedere la presenza di Dio nella nostra vita. Ma Dio promette di togliere quel velo. Ci invita a guardare la realtà con occhi nuovi, a scoprire che, anche nelle difficoltà, non siamo soli.

San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, ci offre una testimonianza concreta di questa fiducia. Dice: «Ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione». E poi: «So vivere nella povertà e so vivere nell’abbondanza». Paolo non dice che tutto gli è sempre andato bene. Ha conosciuto la fatica, la persecuzione, la privazione. Eppure ha imparato qualcosa di fondamentale: la sua gioia non dipende dalle circostanze, ma dalla presenza di Cristo. Per questo può dire: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». Questa frase non significa che, con Dio, possiamo ottenere qualsiasi cosa vogliamo. Significa qualcosa di più profondo: posso attraversare ogni situazione senza perdere la speranza, perché Cristo è la mia forza. Ed è proprio qui che possiamo collegare la seconda lettura al Vangelo.

Gesù racconta di un re che prepara un banchetto di nozze per suo figlio. Tutto è pronto. Gli invitati sono stati chiamati. Ma, quando arriva il momento della festa, molti rifiutano l’invito.

È un’immagine molto attuale. Anche noi, infatti, siamo continuamente invitati da Dio. Ogni giorno Dio ci dice: “Vieni. Ti ho preparato un posto. La tua vita non è fatta soltanto di doveri, problemi e preoccupazioni. C’è una festa alla quale sei chiamato.” Eppure possiamo rifiutare l’invito. Non necessariamente dicendo apertamente “no” a Dio. A volte lo rifiutiamo semplicemente perché siamo troppo occupati. Abbiamo tante cose da fare, tanti pensieri, tanti programmi. E così rischiamo di non avere più tempo per ascoltare Dio, per pregare, per incontrare gli altri, per accorgerci di chi soffre. Il Vangelo ci mette davanti a una domanda molto semplice: Ho ancora spazio nella mia vita per l’invito di Dio? Perché Dio continua a preparare il banchetto. Continua a chiamare. Continua a dirci che la nostra vita può diventare una festa, una comunione, una condivisione. Ma per partecipare bisogna accettare l’invito.

E accettare l’invito non significa soltanto entrare in chiesa o compiere qualche pratica religiosa. Significa lasciare che Dio cambi il nostro cuore. Significa imparare a vivere con gratitudine, a condividere, a perdonare, a servire, a guardare l’altro non come un estraneo ma come un fratello.

Il banchetto di Dio comincia già qui, nella nostra vita quotidiana.

Ogni volta che una famiglia ritrova la pace, il banchetto è già iniziato. Ogni volta che qualcuno perdona, il banchetto è già iniziato. Ogni volta che condividiamo ciò che abbiamo con chi ha meno, il banchetto è già iniziato. Ogni volta che una persona sola trova qualcuno disposto ad ascoltarla, il banchetto è già iniziato. E forse questa è la domanda con cui possiamo tornare a casa oggi:

Quale posto occupa Dio nella mia vita?

Sono tra quelli che hanno ricevuto l’invito, ma hanno sempre una scusa per non partecipare? Oppure sto imparando, come Paolo, a fidarmi di Dio in ogni situazione?

Isaia ci ricorda che il Signore vuole asciugare le lacrime dal volto di ogni uomo. Paolo ci insegna che possiamo affrontare ogni situazione con la forza che viene da Cristo. Gesù, infine, ci ricorda che siamo invitati a una festa. Non siamo cristiani perché abbiamo trovato una serie di regole da osservare. Siamo cristiani perché abbiamo ricevuto un invito.

Un invito alla gioia. Un invito alla comunione. Un invito alla vita.

E davanti a questo invito possiamo scegliere di continuare per la nostra strada, presi dalle nostre preoccupazioni, oppure possiamo fermarci, ascoltare e dire: “Signore, eccomi. Voglio venire alla tua festa. Voglio imparare a vivere con Te.” Il Signore ha preparato il banchetto. La tavola è pronta.
L’invito è nelle nostre mani. Sta a noi accoglierlo.

BUONA DOMENICA A TUTTI!!!

 

The Parable Of The Wedding Feast Frans Francken the Younger (Flemish, 1581 - 1642) @Famiglia Cristiana