XVIII Domenica del Tempo Ordinario Anno (A) 2026

Le letture della XVIII Domenica del Tempo Ordinario sono unite da un filo conduttore molto bello: Dio si prende cura della fame più profonda dell’uomo e il suo amore non viene mai meno.

«Venite all’acqua, voi tutti che avete sete» (Isaia 55,1-3)

Il profeta Isaia si rivolge a un popolo provato dall’esilio e dalla sofferenza. Il suo invito è sorprendente: Dio offre gratuitamente acqua, pane e vino a chi non ha denaro.

La fame e la sete di cui parla il profeta non sono soltanto materiali. Ogni persona porta nel cuore il desiderio di essere amata, ascoltata, perdonata e di trovare un senso alla propria vita. Spesso cerchiamo di colmare questo vuoto con il successo, il possesso o il divertimento, ma il Signore ci ricorda che solo Lui può saziare davvero il cuore.

L’invito «Ascoltatemi e vivrete» ci insegna che la Parola di Dio è un nutrimento che dà vita e rinnova la speranza.

«Chi ci separerà dall’amore di Cristo?» 

San Paolo proclama una delle pagine più consolanti del Nuovo Testamento. Elenca persecuzioni, tribolazioni, fame, nudità, pericoli e spada, ma conclude con una certezza incrollabile: nulla potrà separarci dall’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù.

Questa non è una promessa di una vita senza difficoltà. Paolo stesso ha sperimentato prove durissime. Tuttavia, ha scoperto che l’amore di Cristo è più forte di ogni sofferenza.

Anche quando ci sentiamo soli, delusi o scoraggiati, il Signore continua a camminare accanto a noi. La fede non elimina il dolore, ma ci dà la certezza che non lo affrontiamo mai da soli.

«Voi stessi date loro da mangiare» 

Nel Vangelo Gesù si ritira in un luogo deserto dopo aver appreso la morte di Giovanni Battista. Eppure, vedendo la folla, non pensa a sé stesso: si commuove e si prende cura delle persone.

I discepoli vedono soltanto il problema: cinque pani e due pesci sono troppo pochi. Gesù, invece, vede un’occasione per manifestare la potenza dell’amore di Dio.

Il miracolo nasce da un gesto semplice: qualcuno mette nelle mani di Gesù quel poco che possiede. Quel poco, benedetto e condiviso, diventa sufficiente per tutti.

Questo episodio ci insegna che Dio non ci chiede di fare ciò che è impossibile. Ci chiede di offrirgli ciò che abbiamo: il nostro tempo, i nostri talenti, la nostra disponibilità, anche quando ci sembrano insufficienti. Nelle mani del Signore, il poco diventa abbondanza.

Queste tre letture ci pongono alcune domande:

  • Di quale fame mi accorgo oggi nel mio cuore? 
  • Mi fido davvero dell’amore di Cristo quando attraversano la mia vita difficoltà e incertezze? 
  • Quali “cinque pani e due pesci” posso mettere a disposizione del Signore per il bene degli altri? 

Viviamo in un mondo dove molti soffrono la fame del pane, ma ancora di più la fame di attenzione, di ascolto, di speranza e di affetto. Gesù continua a dire ai suoi discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». È un invito rivolto anche a noi: con una parola di conforto, un gesto di carità, un perdono donato, una presenza discreta accanto a chi soffre.

La liturgia di questa domenica ci consegna un messaggio di grande speranza: Dio offre gratuitamente il suo amore, nulla può separarci da Cristo e, quando mettiamo nelle sue mani il poco che siamo e che possediamo, Egli lo trasforma in un dono capace di sfamare molti.

Possiamo allora pregare: Signore Gesù, spesso vediamo solo la povertà delle nostre risorse e la grandezza dei problemi. Donaci occhi capaci di riconoscere la tua presenza, un cuore che si fidi del tuo amore e mani generose che sappiano condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo. Fa’ che, nutriti dalla tua Parola e dal Pane di vita, diventiamo strumenti della tua provvidenza per i fratelli. Amen.

Buona Domenica a tutti!

@La Domenica