XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A (26 luglio 2026)

Le letture di questa Domenica ci conducono tutte verso un’unica domanda: che cosa ha davvero valore nella nostra vita? 

Nella prima lettura, Salomone si trova davanti a una possibilità straordinaria: Dio gli dice: «Chiedimi ciò che vuoi». Chiunque potrebbe pensare a ricchezza, potere, successo o lunga vita. Salomone, invece, domanda un cuore docile, capace di ascoltare e di discernere il bene dal male. È significativo che non chieda prima di tutto intelligenza, ma un cuore che sappia ascoltare. La vera sapienza, infatti, non nasce dall’accumulare conoscenze, ma dall’aprirsi alla volontà di Dio.

Anche noi siamo continuamente chiamati a scegliere. Ogni giornata ci pone davanti a decisioni grandi e piccole. Spesso chiediamo al Signore di risolvere i nostri problemi, mentre questa pagina ci insegna a chiedere qualcosa di più profondo: un cuore capace di leggere la realtà con gli occhi di Dio.

Il Salmo 118 risponde a questa richiesta proclamando che la Parola del Signore vale più dell’oro e dell’argento. È una provocazione per il nostro tempo, nel quale il valore delle persone viene spesso misurato dal denaro, dall’immagine o dal successo. Il salmista ricorda invece che esiste una ricchezza che nessuna crisi economica può togliere: la sapienza che nasce dall’ascolto di Dio.

San Paolo, nella Lettera ai Romani, aggiunge una certezza che sostiene il credente anche nei momenti difficili: «Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio». Questa frase non significa che tutto ciò che accade sia buono. Il male resta male, il dolore resta dolore. Ma significa che Dio è capace di trasformare anche le prove in occasione di crescita, di maturazione e di salvezza. Nulla della nostra vita va perduto quando viene affidato a Lui.

Il Vangelo raccoglie tutto questo messaggio nelle parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. L’uomo che trova il tesoro e il mercante che scopre la perla fanno entrambi la stessa cosa: vendono tutto con gioia. Non perché siano costretti, ma perché hanno trovato qualcosa di infinitamente più prezioso.

Gesù non sta chiedendo semplicemente di rinunciare ai beni materiali. Sta dicendo che quando si incontra davvero il Regno di Dio cambia la scala dei valori. Non si vive più per possedere, ma per appartenere a Cristo. Le rinunce cristiane non nascono dalla tristezza, ma dalla gioia di aver trovato ciò che riempie il cuore.

La parabola della rete conclude il discorso ricordando che ogni uomo è chiamato a una scelta. Dio accoglie tutti, ma alla fine sarà la qualità della nostra risposta a fare la differenza. La fede non consiste solo nell’ascoltare il Vangelo, ma nel lasciarsi trasformare da esso.

Queste letture possono essere riassunte in tre domande che ciascuno può portare nella preghiera:

  • Qual è il tesoro che sto cercando nella mia vita? 
  • Che cosa chiederei oggi al Signore, se mi dicesse come a Salomone: «Chiedimi ciò che vuoi»? 
  • Quali beni o sicurezze mi impediscono di riconoscere la perla preziosa del Regno? 

La liturgia di questa domenica ci invita a riscoprire che la vera ricchezza non consiste in ciò che possediamo, ma in ciò che dà senso alla nostra esistenza. Chi trova Cristo trova il tesoro nascosto che illumina ogni scelta, dona sapienza al cuore e rende possibile affrontare anche le prove con la certezza che Dio continua a guidare la storia verso il bene. 

BUONA DOMENICA A TUTTI !!!

 

Tesoro nascosto di Rembrant