Un Amore Sacrificale
Meditare sulla Passione di Cristo ci fa comprendere quale tipo di amore Dio ci abbia donato. L’amore di Dio è testimoniato dalla Passione, dalla morte e dalla risurrezione di Gesù Cristo. In questo Venerdì Santo, noi rifugiati siamo incoraggiati a percorrere insieme a Gesù il cammino verso il Calvario. Perché la vita non finisce con i sacrifici e la morte, ma con la risurrezione.
A volte pensiamo che i nostri sacrifici siano incommensurabili, ma il sacrificio di Gesù per noi va oltre ogni nostra comprensione. La sua passione è una speranza per la nostra vita miserabile di rifugiati.
Egli ha sperimentato sofferenze più grandi delle nostre. Eppure ha abbracciato la sofferenza fino alla fine con amore. Per questo, con le piccole sofferenze che abbiamo, dobbiamo accoglierle con amore. Così potremo raggiungere la pienezza della vita che è la risurrezione.
«È l’amore “fino alla fine” che conferisce al sacrificio di Cristo il suo valore di redenzione e riparazione, di espiazione e soddisfazione. Egli ci conosceva e ci amava tutti quando ha offerto la sua vita.
Ora l’amore di Cristo ci domina, perché siamo convinti che uno è morto per tutti; perciò tutti sono morti. Nessun uomo, nemmeno il più santo, è mai stato in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi come sacrificio per tutti. L’esistenza in Cristo della persona divina del Figlio, che supera e abbraccia al tempo stesso tutte le persone umane, e si costituisce come Capo di tutta l’umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti» (CCC, 616)