“Io sono la risurrezione e la vita”

Il tema centrale è la consapevolezza del limite umano, che porta l’uomo a confrontarsi con la finitezza, il dolore e il mistero della morte. Tuttavia, le letture della domenica quaresimale offrono una speranza di liberazione, capace di superare anche la morte.

Nella prima lettura (Ez 37,12-14), il profeta Ezechiele, durante l’esilio a Babilonia, descrive la visione delle ossa aride come simbolo della perdita totale di speranza del popolo d’Israele. L’esilio mette in crisi la fede: ci si chiede se Dio sia ancora fedele alle sue promesse.

A queste domande, Dio risponde attraverso Ezechiele con un annuncio nuovo: ridarà vita ai morti e farà uscire il popolo dai sepolcri, simbolo della liberazione dall’esilio. Questo evento richiama l’azione salvifica di Dio nella storia, soprattutto l’esodo, confermando che Dio è colui che ama la vita e libera.

Infine, la Pasqua viene presentata come il grande evento di liberazione, passato e futuro, che per i cristiani diventa l’inizio di una nuova creazione, in cui non ci saranno più morte né sofferenza.

 Il racconto della risurrezione di Lazzaro rappresenta un momento chiave nel Vangelo di Giovanni: segna il passaggio dal ministero pubblico di Gesù verso la sua morte e risurrezione, ed è un cammino progressivo dal dubbio alla fede.

All’inizio emerge un’apparente contraddizione: Gesù ama Lazzaro ma ritarda intenzionalmente, lasciandolo morire. Questo suscita le grandi domande umane sul dolore e sull’assenza apparente di Dio. La risposta iniziale resta misteriosa: la malattia servirà a manifestare la gloria di Dio.

Nel dialogo con Marta, si evidenzia una fede incerta: crede nella risurrezione futura, ma fatica davanti alla morte concreta. Gesù le rivela una verità decisiva: «Io sono la risurrezione e la vita», indicando che la vita eterna è già presente per chi crede.

Con Maria, emerge il lato più umano e profondo di Gesù: piange e si indigna davanti alla morte. Non accetta il male, ma lo combatte. Dio si mostra così solidale con il dolore umano, partecipando alla sofferenza.

Nel momento finale, Gesù richiama Lazzaro alla vita. Il miracolo non è descritto nei dettagli perché il centro è un altro: Gesù ha il potere di dare la vita. La risposta al problema della morte non è una spiegazione teorica, ma la persona stessa di Cristo.

Il messaggio conclusivo è che, pur continuando a esistere la morte, essa non ha l’ultima parola: per chi crede, ogni fine contiene già il germe di una vita nuova.

 

La resurrezione di Lazzaro - Giotto - Cappella degli Scrivegni Padova