IV Domenica di Pasqua 2026 (Anno A) “Io sono la porta delle pecore”
Questa Quarta Domenica di Pasqua offre, nel Vangelo di Giovanni, una densa sintesi teologica del mistero cristologico ed ecclesiale, espressa attraverso le immagini del pastore, delle pecore e della porta.
La figura del pastore rivela l’identità di Cristo quale mediatore della vita divina: egli entra per la porta, conosce le pecore per nome, le conduce fuori e le precede, donando loro la vita in abbondanza. Si manifesta così un Dio personale e relazionale, che chiama l’uomo a una comunione autentica e a una progressiva purificazione della propria immagine di Dio alla luce della rivelazione evangelica.
Le pecore, simbolo della comunità dei credenti, sono caratterizzate dall’ascolto e dal riconoscimento della voce del pastore. In esse si delinea la fisionomia del discepolo, chiamato a un continuo discernimento spirituale e a una sequela fedele, in un contesto segnato da molteplici voci concorrenti.
In contrapposizione, la figura del ladro richiama la realtà del male che si oppone all’opera salvifica, sottraendo la Parola e disgregando la relazione tra il pastore e il gregge.
Al centro del testo si impone l’immagine della porta, chiave ermeneutica dell’intero brano: Cristo stesso è la porta, luogo di passaggio e di mediazione tra la condizione umana e la vita divina.
Attraverso di lui si compie il passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, reso definitivo nel mistero pasquale della sua morte e risurrezione.
“Buona Domenica del Buon Pastore”