Il primo mistero gioioso — L’Annunciazione «L’angelo del Signore si presentò a Maria…»
È una scena così familiare, specialmente nella festa di oggi: la Festa dell’Annunciazione.
Ho ascoltato questa storia molte volte, eppure la sua profondità mi appare sempre nuova ogni volta che mi fermo davvero ad ascoltarla con tutto il cuore.
Oggi, mentre rallento un po’ il passo, sono toccata dalla preghiera: «Chiediamo la grazia dell’umiltà». Mi rendo conto che questa non è solo una richiesta, ma anche un invito. Guardando la Madre Maria, vedo un’umiltà molto reale — non meschinità o insicurezza, ma una profonda consapevolezza di appartenere a Dio e una disponibilità a lasciare che Egli compia la Sua volontà in lei.
Maria ha detto «Sì» non perché capisse tutto, ma perché aveva fiducia e si è affidata. Un semplice «Sì», eppure ha aperto la via della salvezza per tutta l’umanità. La sua obbedienza non era rumorosa o appariscente, ma silenziosa e profonda — proprio come la sua vita.
Guardando me stessa, sorgono molte domande. Recito l’Ave Maria ogni giorno, ma mi fermo davvero a riflettere? Lascio che le parole tocchino il mio cuore? O, a volte, mi limito a recitarla in fretta?
In questa solennità dell’Annunciazione, possa la Madre Maria insegnarci a rallentare, a vivere più profondamente e a dire “Sì” nelle piccole cose di ogni giorno — con un cuore umile, fiducioso e sereno. Amen.
Sr. Anna Maria, smf