“Signore, Tu sei veramente il Salvatore del mondo, dammi l’acqua viva, perché io non abbia più sete”
Questa Domenica inizia i grandi Vangeli Giovannei, e infatti nel Vangelo di Giovanni 4,5-42 ci è proposta il racconto di Gesù con una donna di Samaria, un incontro simbolico, è una donna che si rivela ben presto con trascorsi personali immorali, ma quella donna di Samaria è figura dell’umanità religiosamente sbagliata. E’ una persona religiosa ma con difetti, peccati, tradimenti. Il tema dei mariti, né ha avuti 5 e quello che ha adesso non è suo marito. E’ un simbolo dell’alleanza tradita, il marito dovrebbe essere il Signore è lo Sposo dell’Alleanza mentre la Samaria era una popolazione noi diremo eretica (atea), una nazione imbastardita con altre popolazioni e con altre religioni. La donna della Samaria quindi figura dell’umanità vagamente religiosa con le proprie idee, (tanta gente dice,” io credo…ma a modo mio”..). ecco la donna di Samaria rappresenta una che ha le sue idee religiose e incontrando Gesù, scopre che Ha ragione Lui, lei lascia la sua anfora presso il pozzo e non attinge più quell’acqua ma cambia, va ad annunciare che ha trovato uno che le ha rivelato la vita, le ha letto la vita, ha interpretato il suo peccato, non l’ha maltrattata, né umiliata ma le ha fatto comprendere il proprio errore e le ha dato la possibilità di speranza, le ha promesso un acqua viva che zampilla per la vita eterna.
La donna subito pensava semplicemente all’acqua da bere e Gesù invece adopera questo immagine per parlare dello Spirito Santo. Il dono di Dio è lo Spirito Santo, e al centro del lungo racconto sta la domanda che la donna pone a Gesù, “Dove bisogna adorare Dio? Sul monte o nel tempio? Sul carisma o a Gerusalemme? E Gesù risponde dicendo, “Né sul monte, né nel tempio, il Padre cerca veri adoratori, e chi Lo adora, deve adorarLo in Spirito e Verità, dicendo Spirito non intende dire astrattezza è lo Spirito Santo, è la Potenza di Dio che viene donata a noi. E’ la Verità nel linguaggio giovanneo è la Rivelazione. Gesù in persona è la Verità. Egli è venuto per far conoscere Dio, per rivelare il volto del Padre. Dunque, Spirito e Verità è una espressione per indicare lo Spirito Santo donato da Gesù che è la Rivelazione, sottolineiamo la formula Trinitaria; Bisogna adorare il Padre nello Spirito Santo donato da Gesù.
Questo dono dello Spirito, è simboleggiato dall’acqua, il tema battesimale è evidente, in questo caso non è un’acqua in cui ci si immerge ma è un’acqua da bere, è l’immagine dello Spirito. Noi siamo stati battezzati non solo nell’acqua ma nello Spirito Santo, siamo stati immersi nello Spirito dato da Gesù e quindi siamo diventati veri adoratori del Padre. Lasciamo lì la nostra vita di prima e possiamo ricominciare una vita nuova animata dallo Spirito.
Il tema dell’acqua è ripreso nella 1ª lettura che però come sempre in Quaresima ci mostra una tappa importante della storia della salvezza, abbiamo già incontrato Adamo, Abramo e in questa Domenica ci è proposto Mosè nella scena dell’acqua dalla roccia, il popolo che si lamenta nonostante i benefici ricevuti da Dio, si lamenta perché ha sete e nel deserto non trova acqua. Mosè fedele all’insegnamento di Dio col suo bastone, tocca la dura roccia e far sgorgare una sorgente, quell’acqua dalla roccia, è una figura molto importante che richiama il dono dello Spirito. Sé la roccia è Cristo dalla roccia sgorga lo Spirito, è Cristo nostra roccia di fondamento che dona l’acqua viva nello Spirito.
L’Apostolo Paolo nella 2ª lettura ribadisce questa idea importante, ascoltiamo nei primi versetti del capitolo 5 della lettera ai Romani in cui l’Apostolo ci presenta come giustificati per fede proprio perché immersi in Cristo nelle acque del battesimo noi siamo diventati giusti, sulla base della fede di Cristo perché Lui si è fidato, e sulla base della nostra adesione a Cristo siamo in pace con Dio. Per mezzo di Lui mediante la fede abbiamo l’accesso al Padre. Possiamo entrare liberamente come figli nell’incontro con il Padre.
E tuttavia siamo ancora in cammino, siamo stati salvati nella speranza e tentiamo alla pienezza, questa speranza non delude perché lo Spirito Santo è stato riversato nei nostri cuori e quindi il tema dominante di tutte queste letture è il dono dello Spirito Santo, l’immagine dell’acqua deve riportarci alla fonte della vita, è lo Spirito di Dio che è stato dato a noi, che dal di dentro, ci dice, “Vieni al Padre”, e ci da la possibilità di andare a Dio, di adorarLo, di ascoltare la Sua voce, e di non indurire il cuore, come ci insegna il Salmo 94, è un grande insegnamento di tutta la Quaresima. Ascoltate il Signore, non siate teste dure, lacsiatevi guidare dallo Spirito che è stato donato a ciascuna di noi.