“Cristo, l’acqua che disseta la nostra sete”
La liturgia di oggi, III Domenica di Quaresima, ci parla dell’acqua che disseta la nostra sete più profonda: Cristo stesso.
Nella prima lettura vediamo il popolo d’Israele che si lamenta perché manca l’acqua. Nonostante il Signore li abbia liberati dalla schiavitù, non riescono a sopportare una piccola difficoltà e cominciano a mormorare. Riflettendo su questo episodio, possiamo riconoscere qualcosa anche nel mondo di oggi: abbiamo tante cose, eppure spesso non siamo soddisfatti e desideriamo sempre di più. Chi ha potere vuole dominarne ancora di più; chi possiede molte ricchezze desidera accumularne altre. Quando cerchiamo di soddisfare solo i nostri bisogni materiali, senza trovare ciò che davvero riempie il cuore, finiamo per rimanere vuoti.
Nel Vangelo, Gesù incontra una donna samaritana che viene ad attingere acqua al pozzo. Il dialogo tra Gesù e la Samaritana è molto interessante e ricco di significato. Vorrei soffermarmi su un punto: Gesù ha sete e chiede da bere alla donna, ma allo stesso tempo è Lui la vera sorgente dell’acqua viva. La donna samaritana non stava cercando soltanto l’acqua che disseta il corpo, ma senza saperlo desiderava l’acqua viva che sazia il cuore.
Come la Samaritana, anche noi dobbiamo scoprire ciò che è veramente importante e necessario per la nostra vita. Quando la donna comprende chi è Gesù, corre ad annunciarlo agli altri e diventa testimone.
Anche il nostro mondo oggi ha sete: sete di pace, di una pace vera e duratura. Questa pace autentica si trova solo in Dio. L’insegnamento di Gesù è proprio questo: costruire la vera pace. Per questo siamo chiamati a seguirlo.
Come dice san Paolo nella seconda lettura, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Preghiamo quindi per la pace di cui il mondo ha tanto bisogno. In Dio troviamo la nostra speranza. E la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Amen.