Natale 2025: “Dio cammina con noi nella speranza”

Cari amici, fratelli e sorelle,

“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria.” (Gv.1,14)

Nel celebrare questo Santo Natale, i nostri occhi possano contemplare la gloria di Dio nel bambino Gesù nato nella mangiatoia per mezzo della fede e i nostri cuori siano riscaldati dal suo umile amore e pieni di gioia. Desidero anche che ogni cuore, ogni famiglia, ogni comunità religiosa e ecclesiale vivano e condividano la memoria di Gesù custodita nella pace, nella carità e nella verità!

C’è Natale perché Dio ha ascoltato il grido di ogni cuore che ha sete della redenzione e la terra che “geme e soffre le doglie del parto” (Rm 8,22). C’è il Natale perché nel silenzio della notte in un’umile mangiatoia, Dio ha condiviso la nostra umanità e ha fatto suo il nostro grido, assicurando di restare con noi sulla strada del perdono e della riconciliazione. C’è Natale perché nel nascondimento tra le mura della casa di Nazareth, nella più grande umiltà, Maria ha ascoltato la volontà di Dio nel tessuto di un mondo pieno di crepe e incertezza.  Ispirati dall’atteggiamento di ascolto di Maria, continuiamo il nostro pellegrinaggio di fede con speranza e fiducia nel Signore (cfr. Sal 71,5). 

Il Natale è la festa di prossimità. Ricordiamo di chi solo, di chi finge di stare bene per non pesare sugli altri, di chi manca del necessario, dei malati, dei migranti a causa della guerra e di catastrofe naturali, dei perseguitati, dei prigionieri e di chi è in margine della società. Pensiamo anche a chi festeggia il Natale in lutto, a chi senza tetto né patria, a chi senza voce, senza famiglia e a chi perde il senso di vita, ecc. Tuttavia, non scordiamo della luminosa promessa natalizia degli Angeli: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che Cristo Signore” (Luca 2:10-11). La nascita di Gesù tra noi e per noi ci offre un messaggio perenne di gioia, di guarigione e di speranza.

Entrando nella chiusura dell’anno di Giubileo, vorrei concludere gli auguri natalizi con l’invito del Santo Padre a tutti di continuare a essere i pellegrini di speranza anche se il Giubileo volge al termine, poiché “sperare è generare”. Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio: il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature passeggiano di nuovo insieme, nella città-giardino, la Gerusalemme nuova. Maria, speranza nostra, accompagni sempre il nostro pellegrinaggio di fede e di speranza.” (Catechesi, 20 dic.2025)

Buon Natale e un nuovo anno pieno di benedizioni di Dio a tutti!

Suor Cristina Tee, smf

Superiora Generale